venerdì, 19 febbraio 2010
A CULO TUTTO IL RESTO. vol. 2
No. Non è il blocco dello scrittore. Non so neanche se esista il blocco dello scrittore.
Se è da una settimana che non scrivo nulla quassù, potrei dire ad esempio che ho avuto da fare, che sono stato molto impegnato. Ma non è vero. Oppure potrei dire che non stavo bene, che ho avuto un momento "difficile". Ma non è vero neanche questo.
La verità, strano a dirsi, è il contrario. Sono stato bene. Sono di buon umore, e l'ultima cosa che mi andava di fare era venire quassù, luogo in cui ho celebrato spesso le mie malinconie. Anche dove non sembravano tali, ma lo erano.
Di buon umore perché ho preso una decisione importante. Ho sciolto un nodo. Un nodo sul quale stavo fermo da tempo, e che ora dovrebbe smuovermi verso una buona direzione.
No, non dico di più qui. Per pudore, almeno in questo momento. Anche perché io non sono uno scrittore "di vomito". Io dico solo quello che mi va di dire, e a culo tutto il resto.
Ora che ci penso lo avevo già detto proprio venerdì scorso, più o meno a sera. A culo tutto il resto.
Torno, presto. E con una nuova idea.
Stay tuned!
19:49
Scritto da: danieleabo
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: bologna, blog | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 15 febbraio 2010
MEMORIE DI UNA GEISHA.
avete passato bene san valentino?
bene.
non so cosa sia, ma quello che so è che inside of me aleggia già da un po' una leggera avversione alla scrittura nel blog.
aleggia sempre inside of me una leggera retroversione del cristo non oggettivamente imputabile a qualcosa di preciso.
avverto una sorta di innovativa sindrome POST mestruale allungata.
una tendenza sempre maggiore all'insofferenza, alla poca pazienza, alla zero comprensione, una predisposizione alla sfavatura non indifferente.
forse che sia a causa dell'infiammazione alla tuberosità dello scafoide del piede destro che mi impedisce il mio salutare jogging mattutino?
forse che sia a causa dell'incipiente calo di zuccheri inside of me con coseguente picco di acidità annessa?
forse che sia a causa di un protarsi un po' troppo protratto di astinenza sessuale?
non saprei.
ma è un po' di tempo che non mi riesce fare bene diverse cose, fra le quali anche lo scrivere, e si sa o mi riesce facile o mi fa fatica.
e con tutte le cose che mi fanno fatica ... ci manca solo il blog.
mi sa che mi si è rotto il blog.
o mi sono rotta del blog.
o mi sono rotta e basta.
o è solo un periodo.
stay tuned, I'll be back in a moment.
(dal mio blog preferito: Theotherwisehappy, linkato in alto a destra)
14:43
Scritto da: danieleabo
| Link permanente | Commenti (7)
|
Segnala
| Tag: bologna, blog | OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 12 febbraio 2010
A CULO TUTTO IL RESTO.
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato...
Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d' arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta...
Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso...
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!
21:02
Scritto da: danieleabo
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: bologna, blog, l'avvelenata | OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 11 febbraio 2010
SESSO O COCCOLE.
L'hai sempre ammirata da lontano. Hai sempre pensato che fosse bella, molto bella, e anche intelligente, colta, espansiva con le persone che ha intorno. Insomma, quasi perfetta. Hai sempre pensato che sarebbe stato bello fosse tua.
Ma stai con un'altra. Una a cui vuoi indubbiamente molto bene, sebbene è un po' che senti che qualcosa non è come prima. A volte ti dà fastidio il modo in cui parla, l'accento, ti sembra che quando c'è da divertirsi o fare cose che ti piacciono, lei non c'è. O se c'è, la magia dura molto poco.
Poi succede che un giorno lei, quella con cui al massimo avevi scambiato due chiacchiere e bevuto un aperitivo, ti fa l'occhiolino e ti avvicina a sé. Ti dice che vorrebbe frequentarti, che le piaci, che avrebbe anche un posto per te. Tu, tentato, ammaliato, decidi di buttarti. Ci stai. E' quello che hai sempre sognato.
Dell'altra, della tua "storica" cominci a parlarne male. A dire che è stata una fase importante della tua vita ma, basta. Che, Paolo Conte direbbe, i giardini pensili hanno fatto il loro tempo. La saluti, le dici che le vuoi ancora bene ma il tuo posto ora è altrove. Anche se, torni comunque a trovarla spesso, capisci, anzi senti che non ti puoi separare da lei in modo così drastico. Ogni lutto ha bisogno di un suo tempo, come i giardini pensili.
Con lei, con la nuova, avverti subito sensazioni positive, ti sembra di starci molto bene. Finalmente hai trovato quello che cercavi. E, abile come sei in questo, ci costruisci su una narrazione credibilissima e inconfutabile. Anche laddove senti che l'intesa e l'intimità non funzionano ancora del tutto, pensi che bisogna conoscersi, che è normale così, insomma niente che non avessi già considerato in partenza, in narrativa si dice il personaggio è credibile.
Succede che ogni tanto di notte sogni l'altra, quella di sempre. Sogni che mentre sei con lei c'è qualcosa di diverso dal presente. Sarà anche meno bella, sarà anche meno divertente. Ma ti sembra, in qualche modo, più familiare. E' normale - pensi - è questo mantra ti accompagna. Lo dice anche chi è intorno a te. Tu ascolti, un po' annoiato di fronte all'ovvietà, ma ascolti.
Con quella attuale procede, ogni tanto qualche incomprensione, cerchi di fartela scivolare, ma quando sei solo, tra te e te, pensi che il nuovo è bello se è bello soggettivamente, e che il bello oggettivo in fondo ti affascina di meno. Potrebbe anche restare una bellissima vetrina o una fotografia appesa. Ma non per forza ci devi stare insieme.
Non resisti, ogni tanto confidi a quella di prima che un po' ti manca. Che certe emozioni che hai provato con lei non le riprovi facilmente. Anche se quella attuale, lo ribadisci agli altri e a te stesso spesso, è bellissima. Un po' più fredda però, d'inverno a volte si incupisce e si intravedono dei capelli bianchi in testa.
Poi un giorno, mentre ceni con un amico nei luoghi della ex, vedi. Finalmente, vedi. Capisci che avevi bisogno di andare via, di fuggire e sfuggire alla monotonia di un lungo rapporto. E che indubbiamente con la nuova ci hai scopato veramente bene in certi momenti. Fino a provare brevi ma intense emozioni. Che poi, però, il giorno dopo hai visto svanire, chiedendoti perché. Ora che hai preso le distanze dalla ex, pensi che, forse, il limite più grande con lei era l'esclusività. E che sei ancora in tempo per permetterti qualcosa di diverso.
E lei, la ex che forse smetterà di essere un'ex, te lo concederà. Perché non è gelosa, il vostro è un rapporto che non ha motivi di gelosia, non si basa su questo presupposto. Potrai stare un po' di qua e un po' di là. Ti annoierai di meno. Saranno contente entrambe. Prima o poi dovrai scegliere, ma anche no. In fondo, ognuna ti dà cose diverse, non si sovrappongono. Vivono e vivi tu con loro nella complementarietà.
E quelle scopate con la nuova torneranno tutte le volte che vuoi. E le tenerezze con la "ex" ex, anche. Proprio tutte le volte che vuoi.
E tu per un attimo ti sentirai più stabile. Giusto il tempo di iniziare il prossimo racconto, la prossima narrazione credibilissima e inconfutabile. Tu sei fatto così.
Una delle rare, rarissime volte in cui le donne sono solo una metafora per parlare di due città diverse, e nient'altro.
12:24
Scritto da: danieleabo
| Link permanente | Commenti (11)
|
Segnala
| Tag: bologna, blog | OKNOtizie |
Facebook
martedì, 09 febbraio 2010
DI QUANDO NON MI BASTAVI.
Ieri ho iniziato il mio primo corso di Scrittura. L'inizio di un percorso che mi porterà in una direzione specifica. So di quale direzione si tratta, ma non è ancora tempo di rivelazioni.
Ho vissuto tanti anni con l'idea che avrei voluto scrivere, ogni accenno di testo è rimasto però nel cassetto. Si vede che non era il tempo. Ricordo anche un viaggio breve in treno, 10 anni e mezzo fa, in cui raccontavo ad una sconosciuta, del romanzo che stavo scrivendo. Romanzo di cui ovviamente non è mai esistita traccia, se non una bozza di primo capitolo. Mentre colei è rimasta seduta di fronte a me per quattro anni. Quello si che è stato un buon incipit.
Spesso chi scrive racconta di esser stato "aiutato" dalla presenza di persone significative. In parte per me è vero, siamo solo all'inizio, eppure un grazie immenso ad almeno due persone devo dirlo: una resta anonima per ora; l'altra, domenica prossima festeggia l'onomastico.
Il più grande grazie per l'ispirazione lo devo, però, soprattutto all'assenza di due persone nell'ultimo anno. Una è stata l'assenza più difficile che abbia mai dovuto reggere. L'altra è stata un'assenza "a intermittenza", diversa. E' quando il desiderio dell'altro gira dentro di te a vuoto che qualcosa di creativo nasce. Altrimenti sei troppo bello per avere il tempo o la voglia di fermare le parole.
La prima è stata l'assenza di qualcosa che è stato molto molto presente, e mia, qualcosa che ho posseduto.
"Non si può perdere quello che mai in fondo si è tenuto", canta Capossela. Come la storia, invece, dell'altra assenza. Come dire che, in fondo, sono stato fortunato così.
Mi ha fatto sorridere che queste donne, entrambe lettrici di questo blog, mi abbiano fatto notare, dispiaciute, che il weekend scorso non ho scritto nulla. Doveroso scusarmi. Dell'assenza. La mia.
(nelle foto due momenti di forte impatto simbolico, scatti che hanno preceduto le assenze)
08:59
Scritto da: danieleabo
| Link permanente | Commenti (3)
|
Segnala
| Tag: bologna, blog | OKNOtizie |
Facebook



